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S. Giustina di Godego
Il sito è ubicato nel comune di Castello di Godego (TV),
all'incrocio tra la via S. Giustina e il corso della Postumia.
Nei primi anni '70 ed '80, in più riprese e in più zone,
in seguito all'edificazione di alcuni fabbricati civili
e artigianali, furono recuperati materiali archeologici
ascrivibili, da un'analisi preliminare, ad un'epoca compresa
tra il I sec. a.C. e il Il sec. d.C. relativi a probabili
insediamenti abitativi. I materiali, in corso di studio,
evidenziano un'area limitrofa alla via Postumia di particolare
interesse per il probabile incontro del tracciato della via consolare
romana con il corso antico del Muson in tale zona.
S. Pietro di Godego
Nell'area in cui sorge il sacello di S. Pietro di Godego,
antica pieve pluripagense, sulla sponda orientale del Muson,
al margine dei «Prai», sono stati ritrovati casualmente
in tempi diversi alcuni reperti archeologici.
Nel
1975, a seguito di lavori per la costruzione della fascia
pavimentale esterna al muro nord della chiesa, infisso
nel muro quale materiale da costruzione, fu rinvenuto
un frammento di coperchio di sarcofago in pietra bianca,
con frontone triangolare raffigurante a bassorilievo la
testa di Medusa con ali sovrastanti e serpenti annodati
al collo, e nell'acroterio sinistro, un busto virile con
fascie incrociate sul petto. Su uno dei due lati del coperchio,
a guisa di tetto spiovente, sono scolpite a rilievo una
fila di tegole e una di embrici (VALERY C. 1976). Il manufatto
è stato sommariamente datato al II secolo d.C. (AA.VV.
1982). Attualmente è conservato all'interno del sacello.
Nel 1971, per lavori di rifacimento del pavimento intorno
alla chiesa, «... fu trovato un consistente strato di
frammenti di manufatti in cotto, come embrici, mattoni
ed altri oggetti, sicuramente romani, posti come isolante
del suolo. Al centro della navata fu trovata anche una
semplice tomba ad inumazione, contenente uno scheletro
ben conservato, con la testa rivolta all'ingresso; i resti
di due chiodi di ferro arrugginiti, di fattura grossolana
lunghi cm. 6 e un grande frammento di piattino da offerte
in maiolica povera invetriata e dipinta solo all'interno,
a semplici disegni geometrizzanti color verde-giallino.
Il frammento era molto simile a maioliche a ingobbio rinvenute
in tombe paleocristiane aquileiesi». (AA. VV. 1982).
Nel
1950 fu rinvenuta, nello spiazzo a sud ovest a pochi metri
dal muro della chiesa, una sepoltura ad inumazione avente
per corredo una (o più?) fibula bronzea con simplegma
di smalti rossi e azzurri e un paio di orecchini a lunula
con ornamenti di linee spezzate datati sommariamente ad
epoca longobarda, VII sec. d.C. (BORDIGNON FAVERO G.P.
1975; BERTI L., BOCCAlZI C. 1956) ma forse da considerarsi
d'epoca leggermente più tarda.
Nel
1952, nella zona a nord est della chiesa, lungo una strada
interpoderale diretta dall'abside verso il canale Roi,
fu ritrovata un'altra sepoltura con scheletro di giovane
e con corredo costituito da un paio di orecchini a lunula
decorati da sequenze di doppi cerchietti «a occhio di
dado» e da un paio di braccialetti o orecchini (ora ne
resta soltanto uno) a semplice cerchio arrotondato con
ingrossamenti terminali. Sono ascrivibili ad epoca longobarda
e sono conservati attualmente presso il Museo archeologico
di Villa Priuli di Godego.
Infine, nelle pareti dell'abside e della facciata, sono infissi
due frammenti di bassorilievi in pietra bianca con croci
di cui la prima ornata lateralmente da due rosette e ciuffi
di foglie stilizzati, datati al VII sec. d.C. di fattura
longobarda (BORDIGNON FAVERO G.P. 1975; AA.VV. 1982).
Testo tratto da "Un sepolcreto di età romana a
Casoname di Castello di Godego" di Riccardo Stocco e Carlo Valery.
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