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CASTELLO DI GODEGO Mercoledì, 27 Giugno 2007

 

Liquame cosparso su sette campi
E arriva un'invasione di mosche

 

(gz) Invasione di mosche nella zona nord-est del comune godigese. La causa, probabilmente, il liquame che lo scorso fine settimana è stato cosparso in sette campi nella zona di via Ca'Leoncino. La protesta e la denuncia arriva da alcuni residenti del posto che da qualche giorno stanno lottando contro la puzza e contro le tante mosche che si sono insediate nella zona. Il movente, pare, il liquame che è stato sparso nei giorni scorsi nei campi. Un liquame particolarmente odoroso misto anche a carcasse di animale che sotto il sole cocente di questi giorni ha forse creato questa situazione particolarmente sgradevole. Del fatto sono stati informati gli agenti di Polizia Locale che già hanno effettuato un sopralluogo ed anche il sindaco Angelo Civiero che ha promesso il suo interessamento alla vicenda. Si sa che lo spargimento di liquame nel comune di Castello di Godego così come in altri comuni, dovrebbe essere regolato da un apposito regolamento di polizia rurale che stabilisce sia l'orario di spargimento liquame sia le modalità con la quale questa dovrebbe venire fatta. Vista la situazione e visti i tempi in cui viviamo, a questo punto sarebbe opportuno specificare anche il materiale organico che può essere sparso per la campagna soprattutto in questo periodo estivo. Si tratta infatti di situazioni non nuove per il comune di Godego ma che si ripetono anche in altri comuni limitrofi creando disagi alla popolazione.

ARTICOLO TRATTO DA: IL GAZZETTINO ON LINE

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CASTELLO DI GODEGO Martedì, 26 Giugno 2007

 

Lezione di sicurezza in montagna al Grest.
C'è anche l'elicottero del Suem

 

Lezione di sicurezza in montagna al Grest di Castello di Godego. Presenti alcuni componenti del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino di Crespano del Grappa con una Land Rover Defender attrezzata di tutto punto ma soprattutto l'elicottero del Suem di Treviso che ha effettuato una simulazione. Elicottero giunto con un po' di ritardo perchè impegnato proprio in un intervento...

Partendo da questo episodio è stato spiegato ai ragazzi l'importanza di recarsi in montagna sempre in sicurezza sia nel comportamento che nei sentieri da scegliere per non incorrere nei purtroppo frequenti incidenti ed il conseguente intervento degli uomini del Soccorso alpino e nei casi più gravi dell'elisoccorso. Una mattinata molto interessante per l'esercito di ragazzini del Grest di Godego che quest'anno ha raggiunto quota 430 con l'aggiunta di 126 animatori e 56 "mamme" come assistenti tecniche. "Tutti giù per terra" il tema di quest'anno che sarà sviluppato durante le tre settimane di attività presso gli ampi ed accoglienti spazi dell'Istituto Salesiano. «Si è trattato della prima sorpresa di questo Grest - ha spiegato don Giovanni che è il responsabile del Grest - per sensibilizzare i ragazzi e le famiglie sui pericoli di quando si esce per strada o si va in montagna. La presenza di questi professionisti non è solo un fatto tecnologico ma serve anche per educare».

Subito sono scattati i soccorsi e sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Cittadella, due ambulanze e l'elisoccorso dall'ospedale di Padova. L'uomo che si trovava alla guida dell'Audi è stato trasportato all'ospedale di Cittadella, ma le sue condizioni non sembrano destare gravi preoccupazioni, mentre per la donna di Treviso non c'è stato nulla da fare. I sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Soddisfatto anche il parroco, don Dionisio, presente alla mattinata «Lo scopo del Grest è anche quello di far capire ai ragazzi quanto sia preziosa la vita e ci sembra che questa mattina, grazie anche all'intervento di questi professionisti, l'abbiano appreso».

 

Gabriele Zanchin

ARTICOLO TRATTO DA: IL GAZZETTINO ON LINE

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CASTELLO DI GODEGO Sabato, 23 Giugno 2007

 

Tragedia della strada ieri alle 18: una Lancia Y prima tampona un’auto poi è centrata da un’altra

Frontale nel Padovano, muore una donna

Si chiamava Renata Simionato, aveva 48 anni, e lavorava alla ditta Belvest di Piazzola

 

Ha perso la vita in un terribile scontro frontale mentre, a bordo della propria auto, stava facendo ritorno a casa dopo il lavoro. A morire lungo la provinciale Contarina nel Padovano è stata Renata Simionato, 48 anni, residente a Castello di Godego.

La donna, che lavorava alla Belvest di Piazzola, era uscita dal lavoro e si era messa alla guida della propria Lancia Y percorrendo la provinciale in direzione di Carmignano. L'incidente è accaduto intorno alle 18. Dai primi accertamenti effettuati dai carabinieri di Carmignano pare che la donna non si sia accorta in tempo che l'auto che la precedeva, una Peugeot, avesse rallentato perché a sua volta preceduta da un'auto che stava attendendo che si liberasse la strada, per svoltare a sinistra in via Palladio. La donna, trovatasi all'improvviso a ridosso della parte posteriore della Peugeot, ha sterzato a sinistra nel disperato tentativo di evitare lo scontro. L'auto, dopo essere finita addosso alla macchina che la precedeva, è come "schizzata" al centro della corsia opposta. Dall'altro senso di marcia è sopraggiunta un'Audi che ha centrato in pieno la Lancia Y guidata da Renata Simionato.

Subito sono scattati i soccorsi e sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Cittadella, due ambulanze e l'elisoccorso dall'ospedale di Padova. L'uomo che si trovava alla guida dell'Audi è stato trasportato all'ospedale di Cittadella, ma le sue condizioni non sembrano destare gravi preoccupazioni, mentre per la donna di Treviso non c'è stato nulla da fare. I sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Un grave incidente che ha causato lunghe code in entrambi i sensi di marcia della provinciale a quell'ora molto trafficata.

ARTICOLO TRATTO DA: IL GAZZETTINO ON LINE

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CASTELLO DI GODEGO Sabato, 16 Giugno 2007

 

Torneo di calcio senza bar
organizzatori avviliti

 

(g.z.) Torneo di beneficenza con coda polemica a Castello di Godego. Non concesso l'utilizzo del bar all'interno dei nuovi impianti sportivi agli organizzatori dell'8 memorial "Dario Bobbato", questi improvvisano un chiosco fuori dall'impianto. Un episodio che ha amareggiato quanti hanno voluto assistere allo spettacolo. Da 8 anni a questa parte la famiglia Bobbato, colpita dalla morte di Dario, giovane promessa del calcio, insieme ad un gruppo di amici hanno deciso di organizzare questa manifestazione il cui ricavato, ben 103 mila euro sino ad ora, è stato devoluto al Cro di Aviano. Dallo scorso anno però, l'impianto comunale, attraverso una convenzione, è gestito da una società privata, l'Olimpia 2005 che concede l'uso dell'impianto al Comune solo alcune volte l'anno ma con esclusione del bar. E questo ha ingenerato il disdicevole episodio. «Siamo dispiaciuti per come siamo stati trattati - spiegano gli "Amici di Dario" - noi lavoriamo solo per fare beneficenza e a nostro avviso il Comune non ci ha aiutato come promesso. Il bar è fondamentale per la raccolta di fondi: lo scorso anno abbiamo incassato 6230 euro. Di questi 1700 euro di biglietti, 700 euro per una lotteria, il rimanente è arrivato dal bar. Ci sono persone che hanno giocato con il nostro cuore e la nostra voglia di fare e questo ci ha fatto male». Dal canto loro il sindaco Angelo Civiero e l'assessore Dario Serafin non hanno dubbi: «Per il prossimo anno o si trova un accordo oppure il torneo non si fa, nonostante la stima che nutriamo verso questa manifestazione, testimoniata dall'avere intestato il campo in sintetico proprio a Dario Bobbato. Bisogna anche capire che ora c'è un gestore che ha un contratto e l'amministrazione comunale non può intervenire su una convenzione in essere».

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CASTELLO DI GODEGO Giovedì, 7 Giugno 2007

 

Domenico Bolzon aveva 56 anni

Tragico malore prima di andare al lavoro

 

(gz) Si sta per vestire per andare a lavorare, ma si accascia al suolo e muore.

Così è venuto a mancare improvvisamente l'altra mattina Domenico Bolzon 56 anni da tutti conosciuto come Dino. L'uomo lascia la moglie Tarcisia ed il figlio Denis con i quali viveva nella casa di via Chioggia. Il funerale sarà officiato questo pomeriggio nella parrocchiale di Godego alle 16,30.

La notizia ha creato dolore ed apprensione tra le molte persone che conoscevano Dino. Da anni operaio della locale azienda Breton, aspettava di andare in pensione.

Una vita semplice, tutta casa, famiglia e lavoro per Dino a cui la vita aveva riservato anche un dispiacere qualche anno fa. Comunque un volto noto in paese per la sua semplicità e bonarietà, una battuta non la lesinava mai e per questo aveva anche molti amici.

Amici rimasti attoniti alla notizia di questa improvvisa morte e che oggi pomeriggio non mancheranno di accompagnare l'amico nel suo ultimo viaggio.

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CASTELLO DI GODEGO Giovedì, 7 Giugno 2007

 

«Gli arbitri sbagliano in buona fede»

Così Cesare Gussoni, presidente nazionale, intervenuto alla festa veneta di Castello di Godego

 

«Gli arbitri sbagliano ma in buona fede. Ci sono state eccezioni ma non si può fare di ogni erba un fascio». Così Cesare Gussoni, presidente nazionale dell'Aia, intervenuto nell'ultimo week end, alla festa regionale degli arbitri veneti svoltasi al centro sportivo La Maggiolina di Castello di Godego.

La presenza di Gussoni è stata la sorpresa preparata dal presidente regionale Tarcisio Serena per i fischietti delle 18 sezioni, un'occasione speciale. Ed anche unica per tracciare un bilancio della stagione che sta per concludersi e che lo stesso Gussoni ha vissuto da protagonista "in corsa", visto che è subentrato alla fine dello scorso anno. «Sono stato richiamato alle armi - scherza il presidente -. I problemi affrontati in questi cinque mesi di reggenza sono stati parecchi: dalla nomina di una consulta per la modifica del regolamento approvato dal presidente straordinario, all'abbandono della Can da parte di Tedeschi con la soluzione della collaborazione esterna di Collina. Ho concorso alla nomina del presidente federale Abete fino alla nomina di vice presidente Vicario della Federcalcio, facendo così entrare l'Aia dalla porta principale ed al pari di tutte le altre componenti della Figc».

«Abbiamo navigato sempre su un mare increspato - continua - ed anche abbastanza perturbato dalle inchieste della Procura di Napoli che non hanno certo facilitato il lavoro e non danno la giusta immagine alla classe arbitrale».

Nonostante questa situazione però, gli arbitri hanno quasi concluso anche questa travagliata stagione: «Ci si dimentica sempre di ricordare che ogni anno offriamo 700mila prestazioni che si svolgono in ogni parte della penisola. Al mio arrivo comunque ho trovato uno spirito combattivo, a dimostrazione che tutti gli arbitri vogliono reagire e dimostrare che meritano la massima fiducia. Certo, sbagliano, ma in buona fede».

In questa situazione come si inserisce il Veneto?

«Molto bene perché in campo arbitrale è la terza Regione d'Italia con 18 sezioni e 2640 arbitri, guidate da presidenti molti dei quali nemmeno cinquantenni. Mi permetto di dire che si tratta di una Regione vivace che presenta alcuni arbitri di sicuro avvenire».

Elogi che il presidente regionale Tarcisio Serena incassa con soddisfazione visto che quest'anno gli arbitri sono aumentati, passando da 2468 dello scorso anno a 2640. «Sebbene sia stata un'annata difficile per noi - spiega Serena - l'Aia attrae i giovani perché alla base ci sono tante persone che lavorano con passione e dedizione. Quasu certamente nella prossima stagione avremo diversi passaggi di categoria visti gli ottimi risultati raggiunti».

 

g. z.

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