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CASTELLO DI GODEGO Martedì, 29 Luglio 2008
Il sentiero "degli Ezzelini" costeggerà il torrente Muson, costo un milione e mezzo di euro
Dai monti al mare correndo in bicicletta
Dal Grappa al mare in bicicletta. Un milione e mezzo di euro (finanziamenti Regione, Ipa-Comuni, Cassamarca) per i primi 24 km del sentiero-natura denominato "degli Ezzelini"
che costeggerà tutto il corso del torrente Muson da Resana passando per Castelfranco, Castello di Godego , Riese, Loria e poi arriverà fino ad Asolo. Dopo 12 anni, entro il 2009 saranno
appaltati i lavori ed il Comune di Castello di Godego sarà il capofila. «Sono particolarmente felice e soddisfatto - spiega Francesco Luison attualmente consigliere comunale a Godego che diede
l'idea di questo progetto attraverso la sua tesi di laurea nel 1998 - penso che sarà poi importante sfruttare questo percorso sotto l'aspetto turistico, evidenziando le peculiarità di ogni
comune della castellana. Questo sarà il primo passo di una linea verde che collegherà il Grappa con il mare». Un percorso che, utilizzando proprio gli argini del torrente Muson, potrebbe
prospettarsi come un sentiero-natura a livello europeo se avrà un seguito. Intanto Castello di Godego si appresta a fungere da capofila a questo importante progetto, mettendo a disposizione
l'ufficio tecnico, che poi potrà avvalersi del supporto di un tecnico incaricato da ogni Comune a seguire l'iter progettuale. «E' importante un ringraziamento all'Ipa che ha finanziato
questo importante progetto - spiega il sindaco Angelo Cimiero - è una iniziativa che portiamo avanti da 12 anni e che ora finalmente vediamo attuarsi. Il Comune di Godego ora dovrà approvare
il progetto in generale mentre gli altri Comuni approveranno il progetto del tratto di loro competenza». E' una grande opportunità questa per i Comuni della castellana che dovranno creare
le sinergie necessarie per realizzarla nel più breve tempo possibile.
Gabriele Zanchin
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CASTELLO DI GODEGO Domenica, 27 Luglio 2008
A fine anno gli agenti della polizia locale potranno circolare armati della pistola
A fine anno anche i vigili urbani di Godego potranno circolare con la pistola. Lo ha deciso non all'unanimità, il consiglio comunale godigese riunito l'altra sera per discutere
soprattutto di questo importante argomento che ha calamitato l'attenzione dei più. "Una situazione che ci viene imposta dalla legge - ha spiegato il sindaco Angelo Civiero - e che abbiamo deciso
di affrontare dopo che i vigili stessi ci avevano spiegato che soprattutto nei controlli serali con un'arma si sentivano più sicuri. La pistola infatti sarà usata solo in particolari circostanze.
Negli ultimi tempi infatti i nostri vigili sono intervenuti in due casi particolari dove sarebbe stato meglio avessero proprio un'arma purtroppoPer quanto concerne il quarto vigile che entrerà
prossimamente in servizio, ha già l'abilitazione ad usare l'arma". La discussione è stata tanto pacata quanto propositiva e sentita da parte di tutti. Per Francesco Luison ed Enrico Barichello la
cosa importante è la formazione psicologica degli agenti mentre Luigi Tosetto si è dichiarato contrario: "L'arma non è un deterrente per l'ordine pubblico ma crea un alibi per". Di parere opposto
Andrea Zardo: "Finalmente si arriva a questa decisione che noi da tempo stiamo caldeggiando". Interessante la votazione finale che ha visto il leghista Zardo votare a favore del provvedimento insieme
alla maggioranza mentre i sette consiglieri forzisti e Udc si sono astenuti. Con questa votazione anche i vigili urbani di Godego entro la fine dell'anno e dopo le esercitazioni del caso avranno
in dotatazione un'arma. Si tratta di uno degli ultimi uffici di polizia locale della zona a dotarsi di un'arma.
Gabriele Zanchin
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CASTELLO DI GODEGO Venerdì, 18 Luglio 2008
A lanciare l’allarme è dei vigili urbani dopo molte segnalazioni giunte al comando
Un puma si aggira nelle campagne
Individuate impronte grandi come una mano. Mobilitati il Corpo Forestale e la Polizia provinciale
Castello di Godego ha il suo bel animale esotico da cercare. Da ieri ufficiale: è alto settanta centimetri, è slanciato, e ha già disseminato
il territorio comunale di impronte. E sarebbe color sabbia. Secondo i ben informati parrebbe un puma. A lanciare l'allarme la Polizia Municipale che dopo aver
ricevuto delle segnalzione di cittadini allarmati per l'aver visto una simile bestia nella campagna del paese, hanno deciso di interpellare tutti gli organi
competenti: dal Corpo Forestale dello Stato alla Polizia Provinciale. Chiedendo ripetutamente interventi e sopralluoghi urgenti. Perchè a parlare chiaro ci sarebbero
delle testimonianze attendibili. Ma soprattutto ci sarebbero delle impronte definite dagli esperti «troppo grandi per appartenere a un semplice gatto, magari ciccione».
Impronte che sarebbero grandi come una mano. E proprio questo particolare avrebbe fatto pensare a un puma. Un fatto sul quale rimane stretto il riserbo: ogni volta
che un animale per nulla nostrano sembra comparire nelle valli trevigiane le forze dell'ordine vanno in tilt. Memori di troppi "safari" andati in fumo. Perchè se
finora la gente ha denunciato di aver visto di tutto, puma, pantere, pitoni e quant'altro, nulla di tutto ciò è mai stato catturato. Anche se, comunque, ipotizzare
che animali esotici soggiornino, ovviamente da clandestini, nel nostro territorio non sarebbe del tutto avventato. Ne sanno qualcosa gli uomini del Nucleo Investigativo
di Polizia Ambientale e Forestale che nelle case dei trevigiani negli anni han ritrovato ben altro che cani e gatti. Un mercato fruttuoso, quello del contrabbando
clandestino di fauna esotica, che nella Marca è sempre stato fiorente: la gente si compra il cucciolo di tigre, se lo coccola, se lo tiene in casa e poi, quando diventa
un fastidio, se non un pericolo, lo abbandona.
Manuela Collodet
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