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CASTELLO DI GODEGO Giovedì, 29 Marzo 2007

 

Il decesso a Milano dove aveva subito un’operazione

Morta a soli trent'anni

Nel pomeriggio l’ultimo saluto a Loredana Simeoni

 

E' venuta a mancare improvvisamente all'età di 30 anni Loredana Simeoni di Castello di Godego. La donna abitava in via Ca'Leoncino insieme ai genitori Antonio e Anna Maria ed ai fratelli Michele e Paolo. Il funerale alle 15 nella chiesa parrocchiale di Godego con la salma che partirà proprio dall'abitazione. Loredana era reduce da un'operazione che aveva effettuato a Milano e che era andata bene. Poi improvvisamente è subentrata un'insufficenza cardiaca che non è riuscita a superare e che le è stata purtroppo fatale. Una vita molto semplice e riservata quella di Loredana purtroppo scandita da alcuni problemi che si portava dietro sin dalla nascita. Nonostante questo però era riuscita a ritagliarsi una vita del tutto normale avendo anche conseguito il diploma di ragioniera a Castelfranco e poi il lavoro presso l'impresa di costruzioni di famiglia. Con gli anni ha anche coltivato le sue amicizie pur comunque prediligendo una vita tranquilla. In questi anni comunque ha anche cercato in tutti i modi di risolvere i suoi problemi fisici passando di ospedale in ospedale sempre assecondata e seguita dalla sua famiglia che gli è stata vicina sino all'ultimo.

ARTICOLO TRATTO DA: IL GAZZETTINO ON LINE

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CASTELLO DI GODEGO Giovedì, 29 Marzo 2007

 

Ladri in azione nel nuovo centro sportivo, razzia al bar

 

Ladri all'assalto, l'altra notte, del nuovo centro sportivo di Castello di Godego. Dopo aver rotto alcune serrature i soliti ignoti hanno portato via attrezzi e materiale dal magazzino e dal bar. Ad accorgersi dell'avvenuto furto il gestore dell'impianto, Mario Favrin quando al mattino si è recato sul posto per aprire il centro. Non gli è rimasto altro da fare che avvertire il Comune dell'avvenuto furto e poi denunciare il tutto ai carabinieri di Castelfranco. Secondo una prima ricostruzione dell'accaduto, i malintenzionati si sono avvicinati all'impianto in macchina. Ma non per la strada bensì per una stradina in mezzo ai campi come viene confermato anche da alcune tracce trovate in un cancello a nord. Poi hanno scavalcato le reti metalliche di recinzione e si sono avvicinati allo stabile. Uno stabile unico seminterrato che funge da divisorio tra i due campi da calcio (uno in sintetico) e che ospita, bar, spogliatoi, tribune, uffici, ripostigli, stanze per le associazioni e la sede dell'UC Abra Iride la società ciclistica di Godego.

I ladri hanno preso di mira subito il bar dove hanno forzato la porta e fatto razzia di vino, liquori, caffè ed altri alimenti. Poi non contenti si sono recati nel ripostiglio-magazzino ed hanno portato via un decespugliatore ed altri attrezzi agricoli che servono per la manutenzione dell'impianto. Infine hanno poi forzato altre porte, rotte alcune maniglie e tentato di entrare anche nella sede dell'UC Godigese Abra Iride ma senza riuscirci. Poi sono saliti in tribuna e quasi per disprezzo, sicuramente per vandalismo, hanno staccato un altoparlante e l'hanno gettato in mezzo al campo da calcio. Esaurita la loro furia vandalica si sono allontanati.

 

Gabriele Zanchin

ARTICOLO TRATTO DA: IL GAZZETTINO ON LINE

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CASTELLO DI GODEGO Mercoledì, 21 Marzo 2007

 

Impiegato dell’anagrafe ha accettato una pena di un anno e sei mesi: faceva pagare agli stranieri una marca da bollo non dovuta

Patteggia per una concussione da 42 euro

Vendeva lo stesso bollo, costo 14 euro, poi non lo attaccava sulla carta d’identità richiesta. Tre i fatti documentati

 

Impiegato allo sportello dell'anagrafe del Comune di Castello di Godego ha patteggiato ieri per il gravissimo reato di concussione un anno e 4 mesi. La curiosità di questa storia sta nella cifra che si è potuta appurare come "maltolto" ad immigrati: 3 volte 14 euro, totale 42 euro concussi.

Cosa faceva Nereo Simioni, 52 anni, di Castelfranco, noto nel mondo del calcio come allenatore (tra le sue squadre allenate anche il Giorgione calcio) impiegato dell'anagrafe. Quando andava un cittadino non italiano a chiedere un documento, si faceva pagare oltre alla vera tassa di legge, che è di 5 euro e sedici centesimi, "una tassa inesistente" di 14 euro, che si metteva in tasca. Simioni ha patteggiato la pena: il magistrato che ha svolto le indagini è riuscita a rintracciare solo tre dei danneggiati, ma certamente non si può dire quante volte "la tassa" sia stata applicata dal funzionario che "esercitava pressioni" per avere il pagamento del sovrapprezzo.

Generalmente ci sono degli stampati pronti per informare la persona che richiede un documento - in questo caso la carta d'identità - su quello che deve portare e su quanto deve pagare, ed è probabilmente per questo che i 14 euro venivano richiesti solo a chi non sa parlare bene l'italiano e non era in grado di leggere gli stampati e di capire che non ci sono tasse "in più" da pagare che non vengano indicate nei prospetti.

Il fatto è strabiliante per il basso ricavo con il rischio di incorrere (come è accaduto) in un reato dei più gravi. La concussione è uno di questi perchè si presuppone che chi ha in mano tutta la documentazione che riguarda il cittadino debba essere persona di cui potersi fidare. La legge dice che «l'incaricato di un pubblico servizio - come in questo caso - che abusa dei suoi poteri e costringe qualcuno a dare indebitamente denaro, è punito con la reclusione da 4 a 12 anni».

La richiesta di 14 euro corrispondeva ad una marca da bollo che l'impiegato presentava, che si faceva pagare, e che poi non attaccava sull'atto, ripresentando sempre la stessa.

Rischiare il posto per una cosa di questo genere sembra veramente una stranezza: la pena, comunque, essendo il fatto avvenuto prima del maggio 2006, è coperta da indulto.

 

Antonella Federici

ARTICOLO TRATTO DA: IL GAZZETTINO ON LINE

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CASTELLO DI GODEGO Mercoledì, 14 Marzo 2007

 

Pubblicato un documento sui rapporti con i mussulmani firmato dai diciotto sacerdoti che compongono il consiglio vicariale

I parroci: «No ai pregiudizi e apertura agli islamici»

"Ma sa dialogare bene solo chi conserva la coerenza con il proprio credo, senza rinunciare all’unicità del cristianesimo»

 

(G.Z.) "Per un dialogo vero con l'Islam, noi cristiani dobbiamo liberarci dai pregiudizi...". Non è un invito qualsiasi ma quello contenuto nel documento redatto dai diciotto sacerdoti delle altrettante parrocchie che compongono il consiglio vicariale di Castello di Godego. "Cristiani-Musulmani: vie di dialogo", questo lo scottante tema affrontato nel corso di alcuni incontri che i sacerdoti hanno tenuto prima di stilare il documento apparso domenica in tutti i bollettini parrocchiali. Un documento quanto mai necessario ed attuale, secondo i sacerdoti, "...perchè gli islamici tra noi sono sempre più numerosi nelle scuole, nelle aziende, nei centri sportivi e nelle contrade e perchè spesso la stampa dedica al tema ampi servizi".

Dopo le premesse i consigli che partono proprio dal proposito di liberarsi dei pregiudizi "che a volte suonano proprio come un anatema e anzichè favorire il dialogo aumentano l'intolleranza". I sacerdoti invitano ad informarsi attraverso la stampa, le riviste e studi del settore. Altro consiglio è quello di vivere il dialogo senza essere superficiali e sbrigativi, pena lo scadere dell'approccio; "sa dialogare chi conserva la coerenza con il proprio credo, senza rinunciare all'unicità dell'esperienza di fede in Gesù Salvatore....".

Da qui ad un approcio più pratico: come segno di apertura si incominci dal saluto, dai rapporti cordiali con i vicini, dalla collaborazione nelle associazioni sportive e di volontariato. Un punto specifico è anche dedicato alla donna: "è auspicabile - dice il documento dei parroci - la condizione di pari dignità con l'uomo... mostrando con naturalezza come le nostre mamme partecipino attivamente alle riunioni didattico-educative dei figli fin dalla scuola materna e sono inserite nel tessuto sociale e scolastico da protagoniste...".

ARTICOLO TRATTO DA: IL GAZZETTINO ON LINE

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CASTELLO DI GODEGO Venerdì, 9 Marzo 2007

 

Strada di campagna trasformata in discarica

 

(G.Z.) Passeggiata in mezzo al verde della campagna o in mezzo ai rifiuti? La domanda è d'obbligo per chi percorre via Casoname, luogo ameno di Castello di Godego se non fosse per tutti i rifiuti che ci sono. Si tratta di una zona cara ai godigesi perché molto suggestiva e particolarmente indicata per le passeggiate soprattutto in estate ma anche in inverni miti come quello attuale. E' una stradina sterrata lunga circa 1,5 km che va da est a ovest a nord del Santuario della Madonna della Crocetta. E' in mezzo ai campi ed è delimitata da rigogliosa vegetazione ed arbusti di alto fusto che la rendono riparata. Queste sue caratteristiche hanno attirato, molto probabilmente, oltre ai godigesi che vanno a passeggiare, anche diversi ecofurbi che in questi ultimi tempi hanno scaricato immondizie di ogni genere. Così, camminando, si possono "ammirare" rifiuti e sacchetti soprattutto in due punti precisi. All'imbocco verso est del sottopasso, dove qualcuno ha scaricato diversi sacchetti pieni di rifiuti alimentari ed altra roba. Poco prima invece qualche altro ha trovato che quello era il posto giusto per smaltire diverso materiale personale. Si possono notare sacchi pieni di scarpe, cuscini, bicchieri ed altro ancora. Si tratta di una situazione riprovevole vista la bellezza del luogo, ma che, secondo gli abitanti della zona, si perpetua da diverso tempo proprio perché gli autori hanno la presunzione di agire in piena libertà.

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CASTELLO DI GODEGO Mercoledì, 7 Marzo 2007

 

I soliti ignoti hanno rotto un vetro degli spogliatoi, hanno tentato di forzare il bar e hanno gettato dei sassi sul terreno di gioco

Vandali contro l'impianto sportivo parrocchiale

Non è la prima volta che il campo viene preso di mira. In passato ci sono stati anche furti nelle auto dei giocatori

 

Atti vandalici contro l'impianto sportivo parrocchiale gestito dall'associazione sportiva "Godego 2006": è l'ennesimo di una lunga serie. Rotto un vetro degli spogliatoi, forzata la chiusura del bar e lancio di sassi sul terreno di gioco. Il tutto si sarebbe svolto nella notte tra domenica e lunedì, almeno secondo le indicazione del presidente Stefano Toso: «Sono rimasti qui a pulire domenica fino alle 17,30 dopo che in mattinata avevamo giocato una partita. Fino a quell'ora tutto era tranquillo. Sono poi ripassato lunedì pomeriggio insieme a Giancarlo Moretto che ci dà una mano ed abbiamo trovato il disastro». I vandali hanno agito coperti dall'oscurità, hanno tentato di entrare nel complesso che ospita gli spogliatoi forse pensando di trovare qualche ufficio oppure qualche magazzino con vestiario. Hanno rotto il vetro della finestra che dà proprio sul bagno. Poi non contenti si sono spostati vicino al terreno di gioco dove c'è il bar. Qui forse con l'ausilio di attrezzi da scasso hanno cercato di forzare i pannelli in legno che tengono chiuso il bar ed i danni sono ben visibili. Fortunatamente non sono riusciti ad aprirlo e forse per questo hanno voluto fare l'ultimo gesto deprecabile. Hanno preso dei sassi e li hanno gettati sul terreno di gioco. Ancora il presidente Toso: «Più di qualche volta abbiamo trovato bottiglie rotte nel parcheggio oppure in mezzo al campetto da allenamento, ma questa volta hanno proprio voluto danneggiare la struttura e questo a dire la verità mi rammarica molto perchè noi, oltre a giocare, cerchiamo di tenere curato un angolo della parrocchia bello e suggestivo visto che comprende anche la montagnola.» Ora i dirigenti della squadra, che partecipa al campionato amatoriale di calcio, hanno provveduto a sistemare i danni. Non è la prima volta, purtroppo che il campo sportivo parrocchiale viene preso di mira dai vandali e ladri. Nel passato si sono registrate varie situazioni analoghe con furti nelle auto dei giocatori e poi le porte degli spogliatoi forzate. Per non parlare poi della sporcizia che viene lasciata dagli stessi vandali che magari scelgono proprio l'area dell'impianto sportivo parrocchiale per qualche "notte brava"...

 

Gabriele Zanchin

ARTICOLO TRATTO DA: IL GAZZETTINO ON LINE

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