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CASTELLO DI GODEGO Giovedì, 26 Ottobre 2006
A distanza di due anni la filiale del Credito Cooperativo nuovamente colpita
Rapinatore solitario in banca
Ha costretto gli impiegati, minacciandoli con una pistola, a consegnargli circa 5mila euro
Rapinatore solitario e armato ieri mattina allo sportello del Credito Cooperativo di Castello di Godego: 5 mila euro il bottino. A distanza di
due anni circa dall'ultimo colpo, è tornata la paura ieri mattina, poco dopo le 11, all'interno della Banca di Credito Cooperativo di Piazza XI Febbraio.
A quell'ora infatti si è fermata un'auto, una Fiat Uno di color bianco dalla quale è sceso un uomo con una bandana in testa che si è diretto
verso la "bussola" che immette agli sportelli. All'interno le due casse con i rispettivi addetti e poi altri tre impiegati impegnati in altri servizi. Nessun
cliente. Appena all'interno, l'uomo si è infilato un paio d'occhiali scuri e poi dalla tasca ha tirato fuori una rivoltella (forse giocattolo).
"Fermi tutti, questa è una rapina; fora i schei" ha gridato. Smarrimento e paura fra gli impiegati che sono rimasti immobili. Il rapinatore si
è avvicinato alle due casse e puntando la pistola verso i cassieri si è fatto consegnare tutto il contante presente. Poi quando si è accertato di avere raccolto
il possibile si è fatto aprire la porta della banca, è salito in macchina e si è dileguato. Sul posto si sono recati i carabinieri della stazione di Castelfranco
che poco dopo hanno ritrovato l'auto usata per la rapina. Era stata lasciata con il motore acceso nel parcheggio del Centro Sportivo "La Maggiolina" a circa
trecento metri dal luogo della rapina. L'auto è risultata rubata a Padova il 14 settembre scorso. Curiosità: anche due anni fa la Banca era stata rapinata da
un bandito solitario che aveva lasciato l'auto proprio nel parcheggio del Centro Sportivo...
Gabriele Zanchin
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CASTELLO DI GODEGO Martedì, 17 Ottobre 2006
Rubata una croce in argento del ’600 che da secoli viene usata per le processioni solenni. Sparisce anche una statua lignea di Cristo
Furto sacrilego al santuario della Madonna della Crocetta
I ladri non hanno risparmiato neppure la chiesetta di Sant’Antonio: anche da questo luogo sacro è stato portato via un crocefisso
Furto sacrilego al Santuario della Madonna della Crocetta ed alla chiesetta di San Antonio a Castello di Godego. Sono stati rubati dal Santuario,
una croce in argento del XVII secolo della dimensione di 50 cm circa con in rilievo il Cristo argentato immerso in un bagno d'oro. Si tratta di un Crocifisso particolarmente
caro ai fedeli del Santuario visto che è quello che da secoli viene usato per le processioni solenni. Inoltre i ladri hanno rubato una statua lignea di Cristo (lasciando
la croce) posizionata dietro all'altare maggiore. Quasi certamente la stessa mano ha anche rubato un crocefisso che era sistemato nel piccolo altare della chiesetta
di Sant'Antonio proprio all'incrocio fra le centralissime via Marconi e via Roma. Quasi certamente i furti si sono verificati fra sabato e domenica ma ci si è
accorti solo domenica mattina e non è rimasto altro da fare che denunciare il tutto. "Ce ne siamo accorti solo domenica mattina - spiega il Rettore del
Santuario don Giovanni Faganello - secondo me il furto è avvenuto nella serata di sabato perché nel pomeriggio sono passato diverse volte in Chiesa e non
mi sono mai accorto di nulla. Penso che sia impossibile che sia avvenuto domenica mattina perché c'è sempre molta gente. Di fronte a queste situazioni non
si sa cosa dire. La chiesa è sempre aperta per i fedeli e non possiamo certo chiuderla. La Croce in argento ha un valore importante oltre che affettivo questo
è chiaro. Il Cristo rubato invece non ha valore venale ma per me era importante perché è un regalo a cui sono particolarmente affezionato." Purtroppo non è la
prima volta che i ladri rubano in Santuario o in canonica. E' invece la prima volta che si avventurano a rubare oggetti di valore religioso e questo sta turbando
soprattutto i fedeli. Ricordiamo che il Santuario di Godego ospita anche la "Crocetta" miracolosa che si dice lasciata dalla Madonna nell'apparizione del 2 luglio
1420 custodita a pochi metri da dove è avvenuto il furto sacrilego.
Gabriele Zanchin
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CASTELLO DI GODEGO Venerdì, 13 Ottobre 2006
Il comandante della polizia locale chiede aiuto alla gente contro i danni alle strutture pubbliche e i muri imbrattati
Appello dei vigili: «Fermiamo i vandali»
Negli ultimi mesi erano stati presi di mira anche il sacello di San Pietro e la chiesetta di Sant’Antonio
"Chiedo con urgenza la collaborazione della popolazione per fermare questo scempio". Un vero e proprio appello alla popolazione
quello del comandante della Polizia Locale di Castello di Godego, Angelo Pellizzari e lanciato dalla pagine del foglio informativo del Comune.
Negli ultimi mesi a Godego si è notato un evolversi di atti vandalici nei confronti di strutture pubbliche e private oltre a muri imbrattati con
scritte di tutti i tipi. Gli autori hanno agito senza nessuna remora colpendo anche luoghi simbolo per i godigesi quali il Sacello di S. Pietro e
la chiesetta di Sant'Antonio. Una situazione insomma non più sostenibile tanto che il comandante della Polizia Locale ha deciso di intervenire per
chiedere aiuto alla popolazione per smascherare gli autori. "Purtroppo non è facile scoprirli - spiega Pellizzari - in quanto questi episodi avvengono
a notte fonda quando chi lavora solitamente è già a letto". Per questo motivo quindi è più che mai necessaria la collaborazione di tutti i
cittadini: "Chiunque potesse fornire informazioni sui responsabili, anche apparentemente di poco conto, è pregato di contattare immediatamente
la polizia locale o le forze dell'ordine". A questo proposito Pellizzari vuole anche precisare che: "Questo non è fare la spia, ma aiutare ad
educare i nostri ragazzi. I genitori i cui figli comprano o hanno bombolette di colore, possono immaginare come vengono usate". Imbrattare ma
anche atti vandalici come levare i tombini dalle strade, come è successo qualche giorno fa in via Grande. Per fortuna un cittadino se ne è accorto
ed ha provveduto a coprirlo ed avvertire chi di dovere prima che magari qualcuno in bicicletta potesse farsi male.
Gabriele Zanchin
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CASTELLO DI GODEGO Mercoledì, 11 Ottobre 2006
Lo hanno deciso le atlete
Cimm volley, i soldi della multe in beneficenza
"Il ricavato delle nostre multe interne lo devolveremo in beneficenza al centro oncologico di Aviano".
Non potevano pensare ad un inizio migliore le ragazze della Polisportiva Cimm Volley di Godego neopromosse in B2. Lo
hanno annunciato, per bocca della team manager Eveliana Zandarin l'altra sera nel corso della presentazione ufficiale
della squadra da Fior. Un'occasione per presentare la squadra ma anche per festeggiare i 20 anni di presidenza del sodalizio
pallavolistico godigese di Angelo Cimador che fra le altre cose è anche socio Panatlhon. "20 anni sono tanti ma sono state
parecchie anche le soddisfazioni. Soprattutto quelle che vengono dalle squadre giovanili. Per quanto concerne la squadra di
quest'anno, penso che abbiamo allestito una buona squadra che può ben figurare in questo nuovo campionato". Dal canto suo il
coach, Antonio "Toni" Civiero spiega: "La squadra è buona, la società ha fatto tutto il possibile per allestire una bella squadra
e si è attrezzata anche da un punto di vista tecnico per affrontare la nuova categoria. Ora non ci rimane che lavorare". La rosa
della prima squadra è la seguente: Mara Favero, Alberta Parolin, Irene Dussin, Monica Giazzon, Chiara Garbin, Silvia Bigolin,
Cristina Gallina, Tamara Tessaro, Sara Marinello, Erica Maggiotto, Elisa Stocco, Sabrina Rasera. L'organigramma della società è
così composto: presidente: Angelo Cimador; vice: Guerrino Marighetto; segretaria: Claudia Tessaro; General Manager: Enrico
Barichello; team Manager: Eveliana Zandarin; struttura tecnica: allenatore 1 squadra: Antonio Cimiero; 2° allenatore: Silvia Silvestri;
all. 1 div.: Moira Fogale; all. 3 Div.: Alessandro Cimiero; all. Under 13: Gaia Costa; all. Under 14: Eveliana Zandarin; all.
Under 18: Alessandro Civiero; Mini volley: Irene Dussin; preparatore atletico: Alberto Settin; massaggiatore: Gino Milani; Sponsor
Principale: Cimm Idrotermosanitari della famiglia Tegon.
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CASTELLO DI GODEGO Domenica, 8 Ottobre 2006
E' morto Moresco Una vita passata con le auto
E' morto Emilio Moresco, 68 anni. Col fratello Mario e il nipote Paolo è stato socio fondatore della Mar Auto oggi concessionaria Renault di Castelfranco,
logico terminale di una persona che amava i motori e che aveva lavorato sempre nel settore. Verso la fine degli anni cinquanta come tanti altri, era emigrato in cerca di
fortuna. Aveva scelto il Venezuela dove aveva trovato lavoro come camionista. Anni di lavoro prima di tornare a casa e nel 1977 aprire a Castello di Godego dove era nato
e dove viveva, l'attività di vendita di automobili col fratello ed il nipote, attività che ha portato l'azienda a meritare prima la Concessionaria Fiat, poi spostatasi a
Castelfranco, quella Peugeot. Persona stimata e benvoluta, amava molto viaggiare all'estero, come andar per mare e montagna. Ha lasciato la moglie Angela Cagnin e i figli
Michele ed Elena oltre ai nipoti Paolo, Angelo e Nico. I funerali si sono svolti ieri a Castello di Godego.
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CASTELLO DI GODEGO Giovedì, 5 Ottobre 2006
In via Cacciatora
Abbattuta la lapide che ricorda un eccidio
Quattro cittadini trucidati nel ’45
Abbattuta una lapide con la croce, ricordo dell'assassinio di quattro cittadini inermi in via Cacciatora. E' stato compiuto proprio un giorno
prima di quel tragico 29 aprile del 1945 quando a Castello di Godego per mano nazi-fascista furono trucidati un'ottantina di cittadini provenienti dai comuni
dell'alta padovana. E questa lapide era stata sistemata a ricordo dell'uccisione di Luigi Stocco di Attilio assassinato insieme ad altri 3 ostaggi il 28 aprile
del '45 dai soldati delle SS tedeschi. Era stata posizionata probabilmente dai familiari in quel punto che dista circa un chilometro da dove avvenne l'eccidio.
La lapide, con la croce, la foto e poche parole di ricordo è stata abbattuta e si è rotta in due. La croce fortunatamente è rimasta intatta ed i resti sono stati
abbandonati sul bordo della strada. Il brutto episodio si è consumato, secondo alcune testimonianze, forse una settimana fa, ma, nonostante sia passato di verso
tempo, nessuno ha ancora provveduto a sistemare il tutto. Non si sa ancora se questo gesto sia stato provocato da un malintenzionato, da un atto di vandalismo
oppure dalla casualità visto che più di qualcuno ha asserito che alcuni giorni fa era stata sfalciata l'erba. Infatti la lapide era stata sistemata proprio ai
margini della strada sempre molto trafficata, via Cacciatora ma mai nessuno in tanti anni aveva compiuto un gesto simile. Si tratta di una piccola lapide,
questo è assodato ma che ha un grande significato morale per quello che rappresenta. Tra il 28 e soprattutto il 29 aprile del 1945, Castello di Godego ed i
paesi limitrofi hanno vissuto pagine di storia tragiche, ricordate e tramandate anche grazie a questi piccoli ma significativi segnali, ricordi. Non "coltivarli"
o peggio ancora abbatterli o lasciarli nell'oblio è un grave segnale.
Gabriele Zanchin
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